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Adagiata sulla riva sinistra del fiume Ticino, dove fu fondata oltre duemila anni fa, Pavia può contare su di un ricco patrimonio storico, artistico e naturale con il quale presentarsi agli occhi di turisti e visitatori.
La città si presta in modo particolare ad un percorso di visita, che può prendere avvio dal suo centro storico per essere poi completato spostandosi poco oltre i suoi limiti.
Come punto di partenza, il Castello Visconteo, situato a nord della città, fondato da Galeazzo II Visconti nella seconda metà del XIV sec., attualmente sede dei Musei Civici, e la vicina chiesa di S. Pietro in Ciel d' Oro, del XII sec., notevole esempio di romanico pavese, ospitante le spoglie di S. Agostino, di Severino Boezio e del re longobardo Liutprando.
Lungo Strada Nuova (ex-cardo) si noti la facciata del Teatro Civico Fraschini, già Teatro dei Quattro Cavalieri, costruito tra il 1771 ed il 1773 su progetto di Antonio Galli Bibbiena ed intitolato al tenore pavese Gaetano Fraschini, poco oltre la sede centrale dell' Università (lo studio generale fu ufficialmente fondato dai Visconti nel 1361), a cui si aggiungono numerosi istituti e collegi. Tra questi ultimi si possono ricordare il Collegio Ghislieri ed il Collegio Borromeo del XVI sec., entrambi progettati da Pellegrino Tibaldi e rispettivamente fondati da Papa Pio V e da S. Carlo Borromeo.
Recandosi in Piazza Leonardo da Vinci, attigua all'Università, si noti l'Aula Magna (1850) e, di fronte a questa, l'Ex-Ospedale San Matteo (l'odierna Aula del ‘400), sulla cui parete ha trovato collocazione copia della Pietà attribuita ad Antonio Mantegazza, conservata nella Sala XIV dei Musei Civici; poco oltre si possono ammirare tre Torri Medievali, un tempo così numerose da conferire a Pavia la denominazione di "Città dalle Cento Torri". Nella medesima piazza si può notare, sovrastata da moderna struttura, la Cripta di S. Eusebio, del sec. XI, connessa con un'antica cattedrale ariana già esistente nel VII sec. ( il santo titolare, vescovo cristiano di Vercelli, fu persecutore degli ariani ).
In Corso Mazzini (ex-decumano) è situato Palazzo Mezzabarba, sede municipale dal 1875, progettato da Giovanni Antonio Veneroni nel sec. precedente. All'incrocio con Strada Nuova Corso Mazzini prosegue come Corso Cavour (ex-decumano) e conduce in Piazza della Vittoria, dove si distinguono il Broletto, risalente al XII-XIII sec., sede municipale fino al 1875, Palazzo de' Diversi (XIV sec.), noto anche come Domus Rubea, la "Casa Rossa", per l'inconfondibile colore dell'intonaco di rivestimento, S. Maria Gualtieri, del sec. XI, non più officiata, ma interessante esempio di recupero monumentale, il complesso absidale del Duomo, fondato nella seconda metà del XV sec. dal Cardinale Ascanio Sforza, con il campanile (XVIII sec.) e la cupola (per dimensioni, la terza in Italia ), risalente al sec. scorso, su progetto di Carlo Maciachini.
Via Omodeo, che dal Broletto costeggia il lato nord del Duomo, conduce ai resti della Torre Civica, manufatto romanico collassato il 17 marzo 1989 e alla Piazza del Duomo, dominata dalla particolare facciata della chiesa, che avrebbe dovuto ricevere una copertura in marmi policromi. Davanti al Palazzo Vescovile (XVI sec.) suscita curiosità il Regisole (1937), monumento equestre per anni simbolo e sigillo della città: l'opera, una delle migliori di Francesco Messina, autore anche della statua della Minerva nell'omonima piazza, raffigura un imperatore romano ed è il rifacimento di un'antica statua in bronzo distrutta durante i moti giacobini.
Procedendo nell'itinerario meritano una visita le chiese di S. Maria del Carmine, notevole esempio di architettura gotica e S. Teodoro, tardo-romanica, con due interessanti vedute affrescate di Pavia cinquecentesca. Nei pressi del lungofiume sorge la basilica di S. Michele, del XII sec., che per storia ed arte si inserisce in un circuito culturale di respiro europeo. Il lato nord della chiesa dà su Piazzetta Azzani, prospiciente Corso Garibaldi, che percorso verso est conduce alla chiesa dei SS. Primo e Feliciano, romanica, ma di forme settecentesche al suo interno.
Non lontano da questa il Ponte Coperto, rifacimento del preesistente ponte trecentesco, distrutto durante la seconda guerra mondiale, conduce al quartiere Borgo Ticino, dove si può visitare la chiesa tardo-romanica di S. Maria in Betlem, così denominata per la sua posizione su Via dei Mille, un tempo direttrice per la Terra Santa.
Appena al di fuori del centro storico completano la panoramica le chiese di S. Lanfranco e di S. Lazzaro, entrambe romaniche. La prima, situata ad ovest della città, custodisce una pregevole arca (1498), opera di Giovanni Antonio Amadeo, dedicata al santo titolare. La chiesa si trova nelle immediate vicinanze del Ticino, in una zona, dunque, ricca della tipica vegetazione del fiume. S. Lazzaro, a cui si accede da Viale Cremona, è inceve situata ad est del tracciato urbano. Essa risale al XIII sec. e rivela uno stile di transizione tra romanico e gotico.
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